Maria Di Carlo e l’autodeterminazione

Sesto appuntamento con il ciclo di video-interviste “Storie di persone, storie di diritti, storie che hanno fatto la storia”, in cui alcune personalità, che nella città di Palermo, si sono distinte per aver sostenuto e portato avanti i diritti dei più deboli, si raccontano davanti alle telecamere del Consultorio dei diritti MIF.

Una chiacchierata informale e accogliente dove poter conoscere in maniera più approfondita la persona intervistata, conoscendo aspetti del proprio percorso di vita che, nei contesti pubblici di tutti giorni difficilmente vengono fuori.

Oggi incontriamo Maria Di Carlo, figura di rilievo, a Palermo, nella lotta per i diritti delle donne, che ci racconta la sua storia, iniziata come giovane studentessa impegnata nella Corleone degli anni ’70. Maria ci racconta i continui scontri con una mentalità chiusa e bigotta, sopratutto rispetto a certe tematiche come l’omosessualità, il femminismo e la mafia.Per il suo impegno sociale e militante, Maria andrà incontro a diverse resistenze, sopratutto a livello familiare, che la porteranno a denunciare suo padre, che, per rivendicare il suo potere, l’aveva fatta ritirare dalla scuola.Si tratta di una testimonianza molto toccante, che ricostruisce uno spaccato della Sicilia degli anni ’70 teatro di un forte scontro generazionale, fra la dilagante creatività delle nuove generazioni che rivendicavano libertà di espressione e il conservatorismo delle vecchie fortemente legate a sistemi familiari patriarcali dove le donne non avevano nessuna voce in capitolo.

Buona visione

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