Chi perde diventa il capo

Per promuovere il diritto al gioco, Carmelina Vaccaro promuove la rubrica “Oggi di propongo un bel gioco” rivolta alle famiglie, all’interno di questa rubrica verrà proposto un gioco a settimana. Un’opportunità per sperimentare nuove modalità di comunicazione e interazione fra genitori e figli andando oltre le barriere generazionali che l’età, la tecnologia e i ritmi di oggi che inevitabilmente appiattiscono la quotidianità familiare.


Chi non si ricorda del nodo che si creava in gola in un gioco a squadre per essere capitati  nella squadra meno forte ?

 Chi non si ricorda  del dispiacere provato per essere arrivati ultimi in una gara,  o dell’angoscia provata per essere stati esclusi in un gioco ad eliminazioni, ed ancora  dell’impotenza provata di fronte all’insuccesso di una palla facile tirata male ?!

E chi non ha visto le lacrime trattenute a stento dal bambino uscito dal gioco per essere stato poco veloce, o la rabbia che monta nel rossore del volto di quell’altro che non è riuscito a far  valere il suo impegno, o il pianto di chi voleva essere il primo e invece per primo è arrivato un altro bambino?

Stiamo parlando di frustrazioni grandi e piccole che necessariamente ci si ritrova ad affrontare quando si è  in gioco.

Non sempre la frustrazione è negativa , dipende da quanto è eccessiva e da come il bambino la regge. Una frustrazione non eccessiva può comportare una reazione positiva, poiché stimola il soggetto ad intensificare il suo impegno ed i suoi sforzi in vista del superamento del problema o della meta da raggiungere, stimolandolo a trovare le strategie più idonee a superare le delusioni.

Si può dire che la frustrazione fa parte del gioco.

Sta a chi propone i giochi il compito di non creare frustrazioni in capo ai bambini!

Come fare? Quali accorgimenti utilizzare per non fare diventare la frustrazione non eccessiva e quindi negativa?

Proporre giochi non competitivi sarebbe la maniera migliore. Ma  ai bambini piace la competizione a loro piace vincere e  per niente perdere. E allora che si fa?

Una strategia? Ecco il gioco perfetto!

Chi perde diventa il capo

Si tratta di giochi in cui chi perde non viene escluso, ma cambia ruolo e continua a far parte del gioco. Eccone uno ad esempio

Mare e montagna

 Prima di cominciare il gioco l’adulto aiutato dai bambini  sceglie  dei posti “alti” come ad esempio una sedia, un cuscino messo per terra o il divano pari al numero dei bambini meno 1, e li contrassegna con dei segnali facilmente individuabili: dei nastri, della carta colorata, dei tappi colorati.

Fatto ciò  può  iniziare il gioco!

L’adulto deve chiedere a bambini a chi piace più il mare e a chi più la montagna, dopo aver sentito il parere di questi può proporre  il gioco “ sapete conosco un gioco che accontenta un po’ tutti.” 

Comunica che i posti contrassegnati rappresentano la montagna. Tutti i bambini  sono sparsi per la stanza . Il conduttore comincia a raccontare una storia. Ogni volta che dice la parola “montagna” i bambini salgono su uno dei posti contrassegnati. Ogni volta che dice “mare”, i bambini si distendono a terra. Chi rimane senza posto “in montagna” prende il posto del conduttore e continua a raccontare la storia.

Variante: invece della storia si può utilizzare invece della storia “via-stop” con la musica, o con dei suoni.

E vai con la fantasia!!!


Anche tu vuoi contribuire condividendo un gioco per famiglie? spiegalo compilando il nostro form interattivo. Lo pubblicheremo in questo sito!


Carmelina Vaccaro

Formatrice, Laurea in Pedagogia (UniPa), Master In “Lifelong Learning- teoria e prassi dell’educazione degli adulti” (UniRoma 3), specializzata in psicomotricità, Volontaria.
Attualmente operatore specializzato servizio Assistente alla comunicazione presso scuole dei Comuni di Palermo e Bagheria.
Ha lavorato per circa un trentennio in centri di riabilitazione per minori disabili come psicomotricista.

Leggi tutta la biografia di Carmelina Vaccaro cliccando qui

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