Il sistema sanitario italiano: non solo COVID19

L’emergenza della pandemia Coronavirus oggi ci pone domande che vanno aldilà del virus stesso. Oltre a pensare alle vittime dirette del virus, bisogna non dimenticare e prendersi cura di tutte quelle vittime indirette che si trovano a convivere con altre malattie ai tempi della pandemia.

Oggi il Sistema Sanitario Nazionale non ha abbandonato proprio nessuno ed ha pensato anche alla cura di quelle patologie che richiedono cure non rinviabili, nel pieno della sicurezza del singolo paziente.

Il virus in Italia ha causato tante vittime, ma non ha fermato l’insorgenza di altre patologie a volte più pericolose e mortali.

Tra queste ci sono:

  • le malattie cardiovascolari;
  • le malattie neurologiche;
  • le malattie tumorali;
  • il diabete;
  • le patologie traumatiche;
  • le malattie che richiedono interventi chirurgici urgenti.

La Pandemia ha portato ad un’organizzazione di emergenza degli ospedali, al potenziamento dei posti di terapia intensiva, all’addestramento e all’assunzione di personale sanitario, ha portato anche ad una definizione in termini di priorità di accesso alle cure.

Molti di voi si sono ritrovati rinviati interventi non urgenti e del tutto programmabili per garantire i minimi livelli di assistenza non rinviabili per gravità della malattia.

Interventi come il tunnel carpale, rimozioni di nei non maligni, interventi di chirurgia plastica e tanti altri hanno lasciato spazio ad interventi più urgenti in cui il fattore tempo è importante.

Gli ospedali e i medici hanno continuamente pensato ai loro pazienti, le misure di prevenzione del contagio sono fondamentali e per questo anche la medicina si è evoluta adattandosi alla situazione.

Oggi molti ambulatori si sono organizzati con consulti a distanza, con la cosiddetta “telemedicina”. Colloqui con il vostro medico tramite le videochiamate per quei tipi di servizi che non richiedono un esame fisico sul malato.

Ci sono molte piattaforme sul web che mettono a disposizione teleconsulti con professionisti di ogni campo.

Cari lettori, voglio ribadire un concetto importante.

Noi medici non ci siamo dimenticati di voi, ma voi non dovete dimenticarvi che esistono esigenze di salute che vanno aldilà del virus.

Il Covid-19 non deve farvi sottovalutare i campanelli di allarme che vi invia il vostro corpo.

Dolore al petto, senso di oppressione al torace, perdita di coscienza anche per pochi secondi e tanti altri sintomi non devono essere sottovalutati e la paura del contagio non deve frenarvi ad accedere alle cure salva vita del Pronto Soccorso.

Si è assistito ad un ritorno ad anni passati, ci ritroviamo ad affrontare malattie in stadio più avanzato rispetto a pochi mesi fa, che spesso causano la morte del paziente.

Un grande sforzo la situazione di emergenza lo sta chiedendo anche a tutti i malati oncologici. Loro non possono interrompere le cure ma si ritrovano a fronteggiare la malattia associata alla paura di un probabile contagio. Si ritrovano a superare lunghe sedute di chemioterapia senza l’affetto di un familiare.

Vi rivolgo un affettuoso pensiero e vi voglio assicurare che tutti i centri oncologici si sono organizzati al meglio per la vostra sicurezza e per assicurarvi un prosieguo delle cure nel migliore dei modi e nel pieno della vostra sicurezza.

I vostri oncologi sono pronti a rispondere ad ogni vostra domanda e ad affiancarvi anche nei momenti più difficili.

Il messaggio che voglio mandarvi è: la cosa più giusta è non affollare il Pronto Soccorso per sintomi banali, ma non abbiate paura ad accedere in ospedale per sintomi da non sottovalutare.

L’importante è ATTENERSI ALLE MISURE IGIENICHE DI PREVENZIONE ed il RISPETTO DEGLI SPAZI COMUNI.

Vediamo insieme quali sono:

  • Accesso in ospedale del paziente senza accompagnatore;                                                                                                 
  • utilizzare le mascherine nel modo giusto;
  • rispettare le distanze di sicurezza;
  • lavare spesso le mani;
  • non toccarsi il viso;                                                                                           
  • evitare di toccare superfici comuni;                                                                                          
  • una volta a casa lasciare i vestiti all’ingresso e disinfettare cellulare e occhiali e lavare bene le mani.

I medici del Consultorio dei diritti MIF sono disponibili a far fronte a qualsiasi altro dubbio o curiosità sull’argomento trattato.

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