DAD: DIDATTICA A DISTANZA AL TEMPO DEL COVID-19

Appena dichiarata la fase di emergenza da Covid-19 in Italia, la chiusura delle scuole ha trovato il contesto scolastico impreparato a gestire la formazione con  la didattica a distanza.

Non tutti i docenti infatti avevano esperienza di didattica virtuale,  solo sporadicamente erano state proposte agli alunni  iniziative di apprendimento on line, ed inoltre la carenza di attrezzature e di competenze, sia nei docenti che negli studenti, rendeva difficile pensare ad una modalità alternativa a quella tradizionale.

Con la notizia ufficiale (da parte del Ministro della Pubblica Istruzione) della riapertura delle scuole al settembre 2020, nella prospettiva di portare a termine l’anno scolastico in corso in condizioni di emergenza a tutela della salute pubblica, la didattica a distanza ha dovuto prendere il via, sino a diventare l’unica possibilità. 

Vediamo insieme vantaggi e problematiche della DAD (didattica a distanza).

Quali sono i vantaggi?

  • Velocità nello scambio di informazioni. 
  • Uso immediato della prospettiva multidisciplinare (con possibilità di collegarsi in tempo reale a diverse fonti e diversi contenuti).
  • Possibilità, per gli alunni, di apprendere e studiare ognuno con i propri tempi.

Ciò grazie alla possibilità di rivedere i testi, di  riascoltare le video lezioni, di utilizzare mappe concettuali; tecnica molto efficace per quei bambini e ragazzi che hanno bisogno di tempi individuali di apprendimento (come nei casi di bisogni educativi speciali, poiché  il supporto digitale rimane a disposizione oltre il “tempo scuola”).

Se da un lato però vi sono dei vantaggi, dall’altro questa esperienza di didattica a distanza (imposta dal periodo di emergenza Covid-19) ha fatto emergere alcune problematicità che rischiano di mettere in dubbio l’efficacia e l’utilità della didattica a distanza stessa se utilizzata a lungo termine.

La didattica a distanza, infatti, ha completamente modificato la relazione insegnate-alunno: si è passati drasticamente dal “modello a 360°” (garantito dalla presenza fisica dei soggetti) al modello limitato alla sola “interazione viso-voce”.

Non esiste più il contatto corporeo, la vicinanza fisica, l’osservazione globale dei comportamenti non verbali; non c’è chiasso e confusione, non c’è una relazione insegnante-alunno improntata alla spontaneità…tutto ciò rende più difficile la concentrazione e l’attenzione dell’alunno.                                                                                                

Anche i luoghi dell’insegnamento cambiano con la didattica a distanza, non più spazi ampi e diversificati, niente aule, niente laboratori e luoghi all’aperto.

Oggi i ragazzi sono costretti a studiare in un ambiente privato, spesso domestico, e non sempre riservato: bambini e adolescenti in pigiama davanti le telecamere, sfondi diversi a seconda dell’abitazione e dello spazio scelto (stanzetta, cucina, soggiorno), “amici inseparabili” presenti alle lezioni (affezionati  gatti sdraiati sulla tastiera, pappagallini sulla spalla, richiami festosi dei cani domestici)…cui si sono aggiunti, nella fase 2 di emergenza, i fastidiosi rumori delle opere di ristrutturazioni condominiali!

Anche per i docenti è cambiato tutto: da un punto di vista metodologico gli insegnanti hanno dovuto predisporre prima delle lezioni le dispense, le audio-lezioni, le mappe concettuali, senza  la possibilità di farle con i propri studenti in tempi e spazi reali.

A completare il quadro sperimentato non bisogna dimenticarsi di quelle che sono soltanto alcune delle richieste (socio-morali ed organizzative) che sono state fatte ai ragazzi ed alle loro famiglie:

  • innanzitutto il senso di lealtà e di responsabilità degli studenti più grandi.

Dietro ad uno schermo, con un controllo limitato da parte dell’insegnante, devono portare avanti il loro percorso di crescita e di istruzione personale nel rispetto della dignità dei docenti.

  • Inevitabile coinvolgimento delle famiglie.

Le famiglie devono collaborare nella gestione della didattica a distanza, devono vedere entrare dentro la propria casa figure estranee (i docenti ed i compagni), devono seguire i propri figli nell’organizzazione pratica, logistica e tecnologica delle lezioni e dello studio.

  • Avere un ritmo consono all’apprendimento.

In questo momento emergenziale non è stato facile, abbiamo vissuto una rivoluzione psicologica e sociale, ed  è mutato anche il ritmo sonno-veglia (con non poche difficoltà).

Senza dimenticarci che, a livello comunicativo e tecnologico, è stata richiesta ai ragazzi ed alle loro famiglie una disponibilità di conoscenze informatiche e di attrezzature tecnologiche non indifferente!

Tale richiesta ha fatto emergere, in molti casi, una carenza di mezzi tecnologici ed un’alfabetizzazione digitale disomogenea, non consentendo quindi uguaglianza di opportunità e di trattamento a tutti gli allievi.

Dopo questa esperienza, “imposta” dall’emergenza Covid-19, in molti si sono chiesti se si possa, e sia utile, dar seguito alla didattica a distanza e fino a che punto questa possa sostituire la formazione in presenza.

In assoluto la didattica a distanza non può sostituire la didattica in presenza, semmai può essere di supporto, questo perché il contatto umano, l’aiuto fisico, lo scambio in presenza, la spontaneità ed il calore dell’immediatezza, ed il ragionare insieme in maniera dinamica non possono essere sostituiti e mediati solo da uno schermo freddo ed impenetrabile. Basti pensare a come potrebbe fare un bambino ad imparare a scrivere, senza l’aiuto fisico del suo maestro, che lo guida ad impugnare la penna e lo aiuta nei movimenti necessari ed utili.   

Tuttavia, in caso di prolungata emergenza in nome della sicurezza sanitaria, la didattica a distanza può certamente continuare a colmare la mancanza della didattica in aula, garantendo buona parte della  formazione della persona, ma in tal caso la metodologia dovrà essere ripensata secondo criteri ragionati, sia riguardo al tempo che alle modalità tecniche e organizzative, ma anche riguardo alle risorse umane e sociali.

La didattica a distanza richiederà un ulteriore sforzo da parte di tutti: insegnanti, istituzioni, bambini, ragazzi e famiglie…e, come sempre, collaborando tutto è possibile!

Se anche tu stai vivendo con disagio gli effetti delle misure restrittive gli esperti dell’ascolto del Consultorio MIF sono a tua disposizione gratuitamente.

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