La Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia nel 2020

“La violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è avvertita in tutti i punti.”

Immanuel Kant

L’infanzia è il periodo più importante della nostra intera esistenza umana.

E’ infatti in questo periodo che un bambino sviluppa le capacità affettive e cognitive ed apprende le norme ed i modelli di comportamento necessari all’inserimento nella società.

Durante il secolo scorso caratterizzato dalle lotte sociali per i diritti umani, si è molto discusso a livello internazionale sulla protezione da dedicare a questo momento importante della vita, partendo dalla consapevolezza che ogni bambino ha diritto ad un’infanzia sana e serena. Ha il diritto di giocare, di essere amato, di ricevere un’istruzione e di comprendere quali sono i valori della vita. Valori come l’onestà, il rispetto, la libertà, la generosità, l’integrità, l’amore, la fiducia […] perché tutto ciò che percepisce ed assimila in questa particolare fase della sua vita, lo formerà e lo porterà ad essere l’adulto responsabile e rispettoso del domani.

Un primo passo verso la protezione dei diritti dell’infanzia è stato compiuto nel 1924 quando l’Assemblea Generale della Società delle Nazioni ha approvato la “Dichiarazione di Ginevra”, un documento composto da cinque punti ove per la prima volta si fa riferimento ai diritti del bambino.

Il 20 novembre 1959, invece, è stata promulgata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la “Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo” i cui temi fondamentali erano: la necessità ed il diritto del bambino di ricevere protezione e cura, il divieto di ammissione al lavoro per i minori che non abbiano raggiunto un’età minima adatta ed il diritto del minore disabile a ricevere cure speciali.

Proprio questa Dichiarazione ha ispirato la “Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” del 1989 ,  un vero e proprio trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche: ad oggi sono 196 gli Stati che si sono vincolati giuridicamente, tramite la ratifica, al rispetto dei diritti in essa riconosciuti ad eccezione degli Stati Uniti.

Per la prima volta anche i bambini e gli adolescenti sono titolari di diritti civili, politici, sociali, culturali ed economici, sono considerati a tutti gli effetti soggetti di diritto con un proprio valore, una propria personalità ed una propria dignità. I principi fondamentali sanciti nella Convenzione sono quattro:

  • Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
  • Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
  • Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.
  • Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

In un anno particolare come il 2020, vale la pena soffermarsi, in occasione dell’anniversario della Convezione, su come l’emergenza sanitaria stia mettendo a dura prova la protezione di tali principi.

Se è vero che il virus ha maggiormente colpito gli adulti, i bambini non sono stati esenti dagli effetti nefasti delle restrizioni soprattutto riguardo processi importantissimi nella fase dell’infanzia come la socializzazione e l’interazione con gli altri.

Questo particolare momento storico ha infatti privato i bambini del loro diritto al tempo libero, allo svago e alle attività culturali e artistiche. Sarebbe opportuno, così come già segnalato dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, che le istituzioni esplorassero soluzioni alternative in modo da garantire ai soggetti più fragili:

  • lo svolgimento di attività all’aperto almeno una volta al giorno e sotto supervisione, nel rispetto di protocolli di distanza fisica e di altre norme igieniche, nonché attività culturali e artistiche;
  • una didattica a distanza che non aumenti le disparità esistenti o non sostituisca l’interazione studente-insegnante;
  • l’esistenza di servizi di protezione di bambini e adolescenti, assicurando che rimangano operativi e disponibili, comprese le visite a domicilio se necessario;
  • l’esistenza di servizi professionali di salute mentale per i bambini che vivono in maniera particolarmente negativa questa situazione di isolamento.

Alla luce di queste riflessioni è bene preoccuparsi affinché i diritti dell’infanzia non vengano spazzati via dai decreti e che la società tutta accolga queste indicazioni per adattare il quadro normativo alle necessità di garanzia della Convenzione.

Come Consultorio dei diritti che assiste e supporta chiunque stia soffrendo a causa della negazione di diritti, ribadiamo la fondamentale importanza delle Dichiarazioni internazionali da un lato e dell’impegno quotidiano di ciascuno di noi affinché i diritti siano rispettati sempre, di grandi e piccoli, dall’altro.


Se nella tua famiglia, nella tua rete sociale, al lavoro, c’è un diritto negato, i professionisti del Consultorio dei diritti MIF possono aiutarti a rivendicarlo.

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