Il sostegno psicologico in ambito ospedaliero

Quando a un paziente viene diagnosticata una malattia, questi entra a tutti gli effetti nel circuito del sistema sanitario. Il personale sanitario, lavorando a stretto contatto per un numero considerevole di ore, vive e determina una vera e propria cultura, formata da regole esplicite e implicite che regolano i rapporti tra i professionisti del personale sanitario, e tra operatori e utenti che fruiscono dei servizi sanitari. Per poter funzionare al meglio, il sistema sanitario assume come condizione necessaria una completa fiducia e dipendenza dell’utente, che si trova quindi incapace di intervenire sul proprio percorso terapeutico.

Questa condizione, che garantisce al personale sanitario l’efficienza del suo intervento, pone tuttavia in secondo piano un elemento fondamentale per il benessere dell’utenza: il vissuto soggettivo dell’utente nei confronti di quanto sta succedendo nella sua vita! Ogni paziente porta nella relazione con il sistema sanitario, l’insieme dei suoi vissuti, delle aspettative e delle paure, che scaturiscono in lui già dal momento in cui riceve la diagnosi.

Tuttavia il personale sanitario non possiede né il tempo, né le risorse adeguate per potere ascoltare e rispondere ai bisogni emotivi dell’utenza. Questo spesso può generare disorientamento, confusione e conflitto all’interno della relazione tra pazienti e personale sanitario.

Le difficoltà nell’affrontare una malattia

La difficoltà che un soggetto può incontrare nel momento in cui riceve la diagnosi è quella di comprendere e accettare un cambiamento sostanziale nella propria immagine di sé. Il suo status passa da soggetto sano e persona affetta da una malattia, condizione che lo porta a confrontarsi con la propria vulnerabilità, e che può imporre dei limiti alla sua quotidianità. Questa condizione di vulnerabilità è quell’elemento che determina i suoi vissuti di paura, che inevitabilmente comportano un cambiamento al livello emotivo, cognitivo e comportamentale. La possibilità di esternare, verbalizzare e affrontare il proprio mondo interiore permette al soggetto di confrontarsi con i cambiamenti che sta affrontando, fornendogli delle risorse emotive e cognitive che determinano la sua resilienza, e quindi la possibilità di ridurre le conseguenze che la malattia può avere non solo al livello fisico, ma anche emotivo e cognitivo.

L’importanza del sostegno psicologico

In questo quadro, diventa prezioso il contributo che può dare un sostegno psicologico adeguato, mirato a ascoltare e sostenere il paziente nel suo percorso terapeutico, nel suo rapporto con il proprio status e con il personale sanitario. Lo psicologo assolve quindi una funzione di accoglimento e ascolto del vissuto emotivo dell’utenza, che riceve quindi risposte ai suoi bisogni di rassicurazione e comprensione.

Dott. Tagliavia Alessandro
Psicologo sociale, del lavoro e delle organizzazioni

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