Approccio al dolore nel tumore al seno

La maggior parte dei tumori al seno prevedono un trattamento chirurgico e per una donna, la paura più grande è legata proprio al dolore e non tanto alla patologia in sè. 

Il dolore in questo caso non è composto unicamente dalla componente sensitiva ma da una componente emozionale, che in una donna acquisisce una maggiore importanza. Componente che, se non curata, alimenta il dolore sensitivo sfociando anche in una sindrome dolorosa cronica che si porterà dietro nel tempo.

La dimensione emozionale del dolore

La dimensione emozionale del dolore, per un medico, non è assolutamente trascurabile anche se essendo più difficile da analizzare può essere spesso sottovalutata.  Inoltre, la percezione del dolore tra una donna e l’altra può cambiare in base a diversi fattori come l’umore, l’educazione e le esperienze vissute.

A sua volta anche il dolore emozionale prevede differenti componenti che è importante analizzare per far si che ogni donna riesca a riconoscerle preventivamente per evitare un’evoluzione nel tempo.

Il grande valore emozionale al dolore è dato dal fatto che il tumore al seno coinvolge un organo che ha un importante valore simbolico per la donna. Che si associa a un’identità sessuale e materna. Tutto ciò si ripercuote con grandi difficoltà nella ripresa di una vita sociale per una donna. Spesso al dolore si associano sentimenti di ansia, paura e angoscia che influenzano negativamente la sintomatologia.

Inoltre, una donna per un senso di protezione nei confronti dei propri familiari, si ritrova a nascondere il dolore, a minimizzare i sintomi e a fingere che vada tutto bene. Alimentando negativamente il senso del dolore.

Ci sono però quelle donne che nella diagnosi e nella battaglia del tumore al seno vedono una rivincita nei confronti della vita e un nuovo inizio da cui ripartire. Valorizzando il dono della vita in sé. Questo è un approccio abbastanza positivo perché l’atteggiamento da vincitore nella battaglia contro il tumore è quello che si associa ad esiti migliori.

La componente sensitiva del dolore

L’altra componente del dolore è quella sensitiva, che descrive il dolore fisico legato strettamente alla patologia e all’intervento chirurgico. Oggi viene contrastato grazie a tecniche all’avanguardia messe in atto da team multidisciplinari di differenti specialisti medici che si confrontano quotidianamente. Differenti tecniche sono state studiate per annullare e minimizzare l’esperienza del dolore al minimo.  

Gli ospedali si sono organizzati con le “Breast Unit”, unità composte da oncologi, chirurghi anestesisti e psicologi che mettono al “centro” di tutto la donna, accompagnandola nel percorso della guarigione e offrendo cure all’avanguardia. La donna è al ‘centro’ di tutto, ma soprattutto non sarà mai sola.

I professionisti del consultorio MIF sono disponibili a rispondere a ogni vostra domanda, a far fronte a qualsiasi dubbio e a guidarvi nella giusta strada del vostro percorso.

Si precisa che questo è solo un aspetto di un problema più ampio, che tratteremo nella sua interezza negli approfondimenti successivi. Pertanto, se quanto scritto non risponde alle tue problematiche contattaci per ogni altra diversa esigenza al seguente form oppure chiama il 331 1253780“.

Dott. Marco Occhipinti- Assistente medico in formazione in anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore e socio MIF

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