Le Pubblicazioni

In questa sezione trovi le pubblicazioni realizzate dal Consultorio dei diritti MIF. Puoi scaricarle in pdf oppure riceverle gratuitamente a casa (fino a esaurimento scorte).

LA PERSONA AL CENTRO – APRILE 2018

La storia del Consultorio dei diritti MIF raccontata dai protagonisti.

Il modello organizzativo e le basi della metodologia multidisciplinare.


Atti del convegno multidisciplinare
“La persona al centro: esperienze e buone prassi di contrasto alla povertà educativa” tenuto il
21 aprile 2018, nella splendida cornice dell’Aula Magna della Corte d’Appello di Palermo.


Un libro sul Fungo dei Cavalieri vuole mettere in risalto l’importanza storico-scientifica che ebbe la pianta Cynomorium coccineum Linn., durante i secoli, sia all’interno del Bacino del Mediterraneo e sia nell’areale asiatico. Oggi la pianta, un “falso fungo” perché vive da parassita, è stata oggi riscoperta e studiata dalle principali università e commercializzata da numerose case farmaceutiche per problemi riguardante la sfera della sessualità.

Essa ha avuto una lunga storia e ha dimostrato di essere stato punto di riferimento della medicina seicentesca ed in particolare degli ospedali di Malta e della Vecchia Europa. Gli estratti della pianta contengono in parte tannino ed acido gallico per cui sin dai primordi del suo uso, furono adoperati con successo come sostanze astringenti, soprattutto nei momenti critici delle fasi emorragiche, che potevano portare il ferito ad un lento dissanguamento.

L’areale di crescita del fungo nel bacino del Mediterraneo è molto ampia e si può stimare che esso si estende dall’areale meridionale del Portogallo e soprattutto quella porzione che si affaccia sullo Stretto di Gibilterra, dalla Penisola Iberica attraverso il mar Mediterraneo, incluso il Nord Africa, Italia meridionale e le quattro maggiori isole: Sicilia, Sardegna, Corsica, Malta. Il tarthuth, nella terminologia araba, vegeta persino sopra le remote sabbie del deserto del Sahara; i botanici lo hanno identificato fino alla catena montuosa centrale dell’Hoggar, nell’Algeria meridionale. In Sicilia è facile osservarlo alla Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco, nei pressi dell’antica Torre Nubia.

Una ricerca archivistica sulla pianta ha permesso di scoprire una serie di fatti e di considerazioni storiche e scientifiche di particolare interesse: già in età medievale, i dottori arabi definirono il Cynomorium coccineum Linn., “gioiello delle droghe”, ovvero un prodotto naturale contenente uno o più principi biologicamente attivi e gli riconobbero nel campo della farmacia, ottimi usi terapeutici per sconfiggere numerosi malanni. Si era dimostrato insostituibile per combattere le disfunzioni del sangue, per guarire i problemi di digestione e quelli di carenze concernenti la riproduzione, come l’impotenza e la sterilità. Il filosofo e medico arabo al- Kindi, che esercitò la professione tra il IX ed il X secolo, lo raccomandava anche per curare le irritazioni causate dalla presenza di oggetti estranei sub cutanei.

I Cavalieri Ospedalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, furono tra i primi ad apprendere le virtù del c.d. “gioiello delle droghe” e quando nella seconda metà del secolo XVI furono ribattezzati “Cavalieri di Malta”, ne conservarono gelosamente il segreto e l’esclusività e lo difesero dai numerosi nemici musulmani. È per tale motivo che nelle aree occidentali del mondo della Cristianità, il Cynomorium coccineum Linn., in onore della nuova patria, l’arcipelago melitense, venne da tutti chiamato fungus melitensis, ovvero il “fungo di Malta”.

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