Vietato vietare il diritto al gioco

Fa ancora discutere la recente ordinanza del Tribunale di Palermo che di fatto vieta alla Parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù di fare attività sportive all’interno del cortile dell’Oratorio sito in via Filippo Parlatore, in assenza di appositi lavori di adeguamento per insonorizzare le mura del campetto.

Si tratta di opere per migliaia di euro, quasi 20 mila, secondo una prima stima, quelli necessari per adeguare il campetto. Troppi per una parrocchia guidata da religiosi e che si regge sulla buona volontà e sull’impegno volontario.

Si arriva a questa ordinanza a seguito dell’istanza di cinque condomini dello stabile che contestano‬ la “rumorosità intollerabile” causata dalle fasi di gioco sul campetto dell’oratorio, dall’uso dei palloni a quello di impianti di amplificazione.

Il giudice non ha fatto sconti, imponendo, come si evince dall’ordinanza, restrizioni più ampie di quelle richieste. (fonte agi.it)

Tutto ciò crea un delicato precedente sul tema del DIRITTO AL GIOCO, argomento molto caro a noi del Consultorio dei diritti MIF, sancito dall’Articolo 31 della convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata in Italia il 27 maggio 1991.

La convenzione indica con chiarezza non solo che il gioco è un diritto (art. 31) ma che in caso di conflitto tra diritti dei bambini e quelli degli adulti sono i primi ad avere “più peso”.

In tutte le decisioni relative ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del bambino e della bambina, del ragazzo e della ragazza deve essere una considerazione preminente

Art 3 della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza

L’ordinanza del giudice è antiscientifica e antieducativa perché il gioco, dal punto di vista educativo, è una strategia per la crescita, per prevenire il disagio, l’isolamento, l’esclusione, la solitudine di bambini e bambine.

L’ordinanza del giudice è ‘fuori luogo’ perché soltanto le dittature sono contrarie al gioco libero e alla parola libera.

Il Consultorio dei diritti MIF aveva già affrontato l’argomento “diritto al gioco all’interno degli spazi condominiali” con l’articolo della socia Valeria Bruno, amministratrice di condominio.

Tra le motivazioni rivendicate dai condomini, si fa riferimento a luoghi non idonei all’attività sportiva e all’assenza di ordine e regole durante le attività ludiche.

A tal proposito è molto interessante lo stralcio dell’intervento che Prof. Di Chiara, Ordinario di Diritto Processuale Penale dell’Università degli Studi di Palermo, ha tenuto in occasione del seminario “HOMO LUDENS. Il diritto al gioco: ripensare spazi e luoghi” organizzato proprio dal Consultorio dei diritti MIF lo scorso 25 maggio 2019 (clicca qui per vedere i video di tutti gli interventi),

Nel suo intervento il Professore Di Chiara, fa proprio riferimento al particolare valore educativo dell’auto organizzazione: i bambini non hanno bisogno di un arbitro, di porte e segnali. Compito dall’istituzione giuridica, aggiunge il Professore Di Chiara, è quello di trovare spazi di libertà entro regole, possibilmente aggiornate.

Per completezza di informazione rendiamo disponibile al download la pubblicazione di Arciragazzi Palermo “Rimettiamo in gioco…il diritto al gioco”, realizzata con il supporto del CeSVoP qualche anno fa, all’interno della quale si affronta scientificamente il tema del diritto al gioco che, in questa triste vicenda è stato sicuramente negato.

Il Consultorio dei diritti MIF e l’Arciragazzi sosterranno con qualsiasi tipo di iniziativa, dentro e fuori le aule di tribunale i ragazzi e le ragazze della Parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù perché ogni riga dell’ordinanza genera Paura e stupore!

Paura per l’abisso di miopia giuridica e tristezza emotiva che sta alla base di questa provvisoria decisione, stupore perché appare inspiegabile come si possa privilegiare il benessere di 5 condomini a scapito di più di 100 bambini della periferia palermitana.

Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che c’è dentro di Sé.

Pablo Neruda

Per gli addetti ai lavori è possibile consultare il Manuale di diritto europeo in materia di diritti dell’infanzia e dell’adolescenza cliccando qui


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