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Il Consultorio dei diritti Mif dalla parte delle donne, contro ogni violenza

violenza sulle donne

Il Consultorio dei diritti Mif dalla parte delle donne, contro ogni violenza

Nella giornata che fa tesoro della vicenda di una giovane siciliana, Franca Viola, simbolo di libertà e dignità per tutte le donne, condividiamo una riflessione della nostra socia, Sarah Viscardi, per ribadire ancora una volta il nostro impegno per i diritti delle donne. 

È importante considerare i passi compiuti a tutela delle donne, soprattutto negli ultimi cinquant’anni, nel percorso giuridico e, ancor prima, sociale ed economico. 

Il nostro paese si è prefissato l’obiettivo di porre la tutela delle donne al centro di un piano di intervento sociale, con l’Unione Europea che si pone come guida di uguaglianza e garanzia, in tutti i contesti pubblici e privati, data la natura di diritto fondamentale riconosciuta al principio di parità tra uomo e donna.

Sono, tuttavia, ancora troppe le donne discriminate e vittime di violenza, soprattutto in ambito familiare che, ad oggi, rappresenta la sede più frequente di abusi, violenze e atti persecutori.  Proprio al fine velocizzare l’intervento giudiziario nei casi a più alto rischio è vigente il c.d. “Codice Rosso” che consente al PM, ove i fatti denunciati si inseriscano all’interno di un più ampio quadro di violenza domestica o di genere, di intervenire entro i tre giorni dall’avvenuta acquisizione della notizia di reato convocando la persona offesa e disponendo le misure cautelari di carattere temporaneo.

Questa prospettazione dimostra che il legislatore sia consapevole di dover fornire i giusti rimedi alle situazioni di pericolo attraverso un canale di “preferenza” come avviene al Pronto Soccorso, in cui i pazienti in codice rosso sono visitati e curati per primi. Il rimedio processuale è certamente uno strumento che consente di intervenire il “prima possibile” ma è necessario creare le basi di  programmi educativi di deterrenza volti a una socialità sostenibile, idonei a diffondere una cultura della non violenza, in qualsiasi modo di manifesti. Anche il mondo del digitale è un ambiente pericoloso e sempre più insidioso.

Le politiche sociali sono fondamentali in un quadro di sussidiarietà e solidarietà: la tutela delle donne richiede una radicata attività di rete territoriale, quindi una maggiore presenza di centri di ascolto e di supporto. Educare alla non violenza nel suo significato più ampio implica che  la scuola assuma le vesti di una centrale di distribuzione di buone idee e pratiche sociali, sin dall’infanzia, in supporto e con il supporto della famiglie, quando possibile.

In questo scenario opera il MIF con la sua rete di ascolto alla cittadinanza di Palermo, offrendo un supporto gratuito alle vittime di violenza familiare e a tutte le persone che vivono in pericolo.

Articolo di Sarah Viscardi, avvocato civilista e mediatore. Presta consulenza e assistenza nell’ambito del diritto civile e in materia di immigrazione, in supporto e in ascolto delle persone in difficoltà.